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L'aspetto dell'edificio e degli ambienti di lavoro, sono l'espressione di uno stile, in linea con un'immagine forte e con scelte decise.
Consapevole del ruolo sempre più importante che i luoghi collettivi rivestono nella società, siano dedicati al lavoro, alla relazione o all'accoglienza, l'Azienda sceglie una formula progettuale che declina i completi concetti lavorativi in atmosfere contemporanee, interpretando, più che esibendo, il design del suo marchio.
"Quando, cinque anni fà, ho progettato gli spazi FIMA ho voluto dare espressività e aggressività agli ambienti, oltre che con l'utilizzo del colore rosso - che già caratterizzava il suo logo -, immaginando qualcosa di nuovo, che andasse in senso opposto alla tendenza minimalista presente in quel momento un po' ovunque.
Mi premeva trasmettere la sensazione di una forza innovativa.
Sentivo la necessità di dare all'aspetto emotivo un ruolo di prim'ordine.
Ho inteso così gli ambienti come lo scenario dell'immaginario comune, capace di rispondere a tutti i requisiti di comfort e di benessere e di configurarsi come spazi accoglienti in grado di provocare emozioni e favorire i rapporti sociali tra le persone.
In altre parole, volevo trasformare gli ambienti di lavoro in 'luoghi umani', concepiti intorno alla persona, alle sue esigenze e alle sue sensazioni.
All'ingresso si è subito accolti da una sensazione di assenza, di sospensione dal tempo, di distacco dai suoni esterni.
Chi entra non incontra nessuno alla reception, ma si trova di fronte ad una serie di pitture di Alessandro Roma raffiguranti l'ambiente bagno e alcuni particolari di lavabi e di rubinetti anonimi, spazi e dettagli che rimandano simbolicamente alla dimensione dell'abitare gli spazi domestici.
Le opere pongono il visitatore di fronte alla volontà dell'autore - e di chi le ha scelte - di renderle delle camere di ascolto di esperienze quotidiane emblematiche e ancestrali.
Oltre ai quadri, alcune ‘sculture' catturano l'attenzione, le stesse che si ammirano, in trasparenza e poi dall'alto, raggiungendo con l'ascensore di vetro il primo piano: rubinetti, collocati su parallelepipedi rossi.
Vetrate inclinate, linee curve e controcurve delimitano gli spazi degli uffici.
Tutti gli ambienti, anche dal punto di vista dei materiali utilizzati, sono omogenei.
Non ho differenziato gli uffici top manager dagli altri.
Ovunque si è immersi nella medesima sensazione.
Questo è stato possibile perché conoscevo il tipo di committenti che avevo di fronte.
La sala riunioni introduce in uno spazio espositivo vero e proprio, in cui il marchio non è esibito, ma rappresentato nelle diverse declinazioni.
All'esterno l'edificio si caratterizza dall'importante presenza di un elemento tondo e trasparente: la torretta, abbracciata dalle colline del paesaggio circostante.
Pensata per addolcire il punto di incontro dei due lati esterni della fabbrica preesistente, conferisce all'intera struttura quello slancio laterale e di apertura, che caratterizza l'immagine moderna, democratica, impegnata nella ricerca scientifica d'avanguardia e efficiente dell'organizzazione aziendale."
Marco Preti, designer
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